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mese Luglio 2019

Regionalismo, il Sud si muova

Intervenendo nel primo incontro dell’osservatorio permanente sul regionalismo differenziato del Dipartimento di giurisprudenza dell’università Federico II, Luigi Di Maio ha aperto alla possibilità di un ripensamento, nel metodo e nel merito. Ne sono turbati il governatore del Veneto Luca Zaia e il suo clone ministeriale Erika Stefani, che lamenta il silenzio di Di Maio sull’osservatorio «di cui io sento parlare oggi per la prima volta … Dopo un anno di discussioni mi auguro che nessuno voglia rimangiarsi slealmente la parola e l’impegno, di cui il presidente Conte è garante».

Stefani proprio non capisce di essere la causa del problema, e non la soluzione.… Continua a leggere...

Autonomia, ora il Sud alzi il tiro

Le prese di posizione contrarie all’autonomia
differenziata si allargano a macchia d’olio. Il
governatore Emiliano parla di un “disegno fraudolento”
(Quotidiano del Sud, 25 luglio). De Luca ne denuncia i
pericoli per la scuola e la sanità, e attacca la spesa storica. Il
governatore Rossi richiama il rischio di “un processo
distruttivo tale da produrre la rottura definitiva dell’unità
del Paese sancita dalla Costituzione” (Il Tempo, 26 luglio).
Voci contrarie vengono anche da Marsilio, neo-eletto in
Abruzzo, dalla Calabria e dalla Basilicata. Zingaretti invece,
impastoiato dalla presenza di Bonaccini nella pattuglia
secessionista, continua nel voto di silenzio.
L’opposizione cresce, ma non basta.… Continua a leggere...

Il grande Nord separatista

La ministra Lezzi ci informa che la proposta di autonomia di Lombardia e Veneto è «impraticabile». Bene, anche se dobbiamo ricordarle che l’Emilia-Romagna segue quasi a ruota. Era ora che qualcuno nel governo abbandonasse il mantra “è nel contratto”, dicendo senza mezzi termini che un punto non si può realizzare, o almeno non si può realizzare nel modo proposto perché le pretese delle regioni sono irricevibili. Anche il sottosegretario Buffagni ha battuto un colpo, definendo le richieste di alcune Regioni «spropositate e anche illogiche», e affermando in specie che quelle del Veneto sono «sovradimensionate rispetto alla realtà e alla fattibilità». A lui – lombardo – ricordiamo che le richieste della regione in cui è eletto sono in larga misura sovrapponibili rispetto a quelle venete, in specie su punti cruciali come le risorse, la scuola, le infrastrutture.… Continua a leggere...

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