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mese Settembre 2020

I sessanta miliardi scippati al Sud

C’è stato o no nel tempo uno scippo ai danni del Sud quantificabile in una minore destinazione di risorse pubbliche di circa 60 miliardi all’anno? Su Repubblica.it l’Osservatorio sui conti pubblici italiani (Cpi, a firma Galli e Gottardo) ha attaccato la Svimez e in specie il suo presidente Adriano Giannola per una affermazione in tal senso.

Non è la prima volta. Ricordiamo l’attacco di Zaia a Giannola in occasione del meeting Cl 2019 a Rimini. La Svimez è la bestia nera di chi negli anni ha accresciuto il divario Nord-Sud, agendo da un lato proprio sulla destinazione delle risorse pubbliche, e accreditando dall’altro la favola di un Sud sprecone, inefficiente, piagnone, male amministrato, inquinato da malaffare e criminalità organizzata.… Continua a leggere...

Perché il No darebbe una spinta alle riforme

Tre autorevoli voci della sinistra – Azzariti, Boccia, Ippolito – svolgono una riflessione sulla nostra democrazia sofferente. Percorrono vie da tempo ampiamente battute anche da me, con posizioni che condivido in larga misura. Salvo che per un silenzio omissivo. Nel referendum sul taglio del parlamento si vota Sì o No?

Un’omissione non da poco, posto che il referendum è un momento che chiama forzosamente alla scelta tra opzioni nette. Ancor più se è un referendum senza quorum, in cui non ci si sottrae alla scelta e dunque non è dato cancellare dalla propria analisi la valutazione dell’impatto di un esito positivo o al contrario negativo del voto popolare.… Continua a leggere...

Il No cresce. Niente baratto tra governo e Costituzione

Il No cresce, rapidamente. Aumentano le voci contrarie al ritaglio del parlamento, come quella di Roberto Saviano su La Stampa (del 10 settembre) con una intervista duramente critica. Si rafforza la sensazione che il referendum sia diventato contendibile. Secondo un’opinione, perché cresce a destra la convinzione chela vittoria del No – in specie se insieme a una sconfitta delle forze di maggioranza nel voto regionale e locale – sarebbe per il governo una spallata insostenibile.

Certo, si consolida nei soggetti politici la consapevolezza che il taglio dei parlamentari è una bandiera – populistica e demagogica – solo per il MSS, che infatti la difende con le unghie e con i denti.… Continua a leggere...

Il No a sinistra limpido e senza trappole

Con il sondaggio pubblicato dal Sole240re il 1 ° settembre i sonni di Zingaretti -già inquieti – si popolano di incubi, mentre la Direzione del partito si avvicina. La Toscana è sul filo del rasoio per il voto regionale, con il No addirittura al 52% nel referendum: 59% nel Pd, 76% Fi, 44% Fdl, 64% Lega. Solo M5S è monoliticamente per il sì (99%). Una tempesta perfetta potrebbe essere in arrivo. E qualcuno potrebbe malignare che la debolezza del Pd ha nome Zingaretti.

Capiamo dunque i toni e i contenuti della lettera di Zingaretti a Repubblica. Al segretario vogliamo dire che può essere vero, per quanto riguarda la destra, l’intento di usare il No, a prescindere dal merito, come “clava per colpire il Pd, la maggioranza e il governo stesso”.… Continua a leggere...

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