Il mio Motto!

Autore Massimo Villone

Il Prof. Massimo Villone è nato Napoli il 21 marzo 1944, e si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli Federico II nel 1966. Ha conseguito negli Stati Uniti un Master of Laws presso la Harvard Law School nel giugno 1971. Dal 1973 al 1980 ha svolto l’insegnamento di Diritto costituzionale italiano e comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Macerata. Dal 1984 è titolare di cattedra per il Diritto costituzionale nella Facoltà di giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, dopo aver insegnato nella medesima Facoltà Diritto regionale e Istituzioni di Diritto pubblico. È attualmente titolare della I Cattedra di Diritto costituzionale. Ha partecipato attivamente all’Amministrazione dell’Ateneo napoletano, dapprima nel Centro di calcolo elettronico, e poi, per tre successivi mandati fino al 1993, come componente del Consiglio di amministrazione. Ha avuto una vasta esperienza politica e istituzionale.

Eletto per la prima volta nel Consiglio comunale di Napoli nel 1992, è stato rieletto nel 1993. Eletto per la prima volta Senatore della Repubblica nel 1994, è stato poi rieletto nel 1996, 2001 e 2006. Ha sempre fatto parte della Commissione Affari costituzionali, di cui è stato Presidente nella XIII Legislatura, e Vicepresidente nella XIV. È stato componente della Giunta per il Regolamento dal 1996 al 2006. È stato altresì componente della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali presieduta dall’On. D’Alema. È stato relatore in Commissione e in Aula di numerosi disegni di legge di particolare rilievo, con specifico riferimento ai temi del diritto costituzionale e delle riforme istituzionali. Scrive sulla stampa locale e nazionale di temi politici e istituzionali. È direttore del Dipartimento di Diritto costituzionale italiano e comparato, e coordinatore del Master di II livello in Economia, contabilità e finanza degli enti territoriali. Fa parte della Direzione di Costituzionalismo.it, rivista online, e del Comitato scientifico di ASTRID. È tra i soci fondatori di Mezzogiorno Europa. È stato relatore in convegni e seminari in Italia e all’estero su temi di diritto costituzionale, pubblico e amministrativo Si segnala in particolare la partecipazione come relatore al Convegno dell’Associazione mondiale dei costituzionalisti svoltosi a Rotterdam nel 1999.

Ha pubblicato monografie e saggi, tra cui da ultimo Salvi-Villone, Il costo della democrazia, Mondadori, 2005 e 2007; Villone, Il tempo della Costituzione, Manuale online, Scriptaweb, Napoli, 2008 e 2009; Villone, Nascita di una Costituzione, Scriptaweb, Napoli, 2008; Villone, Il diritto di morire, Scriptaweb, Napoli, 2011; Villone, La Costituzione e la giustizia dei potenti, Scriptaweb, Napoli, 2011. Nell’attività e nella riflessione scientifica più recente ha dato particolare attenzione al tema dell’uso efficace dei nuovi mezzi di comunicazione in vista di una didattica universitaria moderna e innovativa.

Se il miglior interprete dei diritti non è la Corte ma il papa

È davvero uno scherzo della storia leggere nello stesso giorno di Papa Francesco e della Corte costituzionale. Il Papa apre alle coppie gay, e chiede una legge sulle unioni civili. Non sembra dubbio che, senza toccare il sacramento del matrimonio, dalle sue parole derivi un riconoscimento con pienezza di diritti, inclusa la filiazione. Mentre la Corte quei diritti li amputa.

Il fatto. A una coppia di donne, unita civilmente, nasce in Italia un figlio a seguito di fecondazione eterologa all’estero. La registrazione allo stato civile viene rifiutata. Nel giudizio conseguente viene sollevata dal Tribunale di Venezia una questione di legittimità costituzionale della legge sulle unioni civili e del decreto sugli atti dello stato civile.… Continua a leggere...

I luoghi camuni sul Sud palla al piede e mangiasoldi

La crisi sanitaria si intreccia con l’economia, la politica e le istituzioni. L’attenzione è tutta sui conti quotidiani del contagio, ed è comprensibile. Ma altre vicende in atto, oggi in parte oscurate dal fracasso mediatico, peseranno sul paese anche dopo la pandemia.

Il 2 ottobre Galli e Gottardo, economisti della Cattolica e dell’Osservatorio per i conti pubblici italiani (Ocpi), attaccano il Mezzogiorno con un saggio che ho già citato su queste pagine. La tesi di fondo è che la spesa pubblica ha favorito e favorisce il Sud, ma non ne ha risollevato né può risollevarne le sorti, perché il Sud non riesce a beneficiarne per la debolezza delle istituzioni (in ipotesi, inefficienti, clientelari e quant’altro).… Continua a leggere...

A tutta velocità verso l’autonomia differenziata

La recrudescenza Covid domina la politica e l’informazione, focalizzando l’attenzione sulle cifre della crisi sanitaria e sugli interventi per contenere il contagio. Finirà, speriamo presto. Ma intanto passano in secondo piano questioni urgenti, e destinate a produrre effetti duraturi, o persino permanenti. Fra queste, i temi delle riforme istituzionali.

 Per una parte, e salvo pulsioni di presidenzialismo o di sindaco d’Italia, o di una ennesima “grande” riforma, si tratta di una strategia che non va oltre la riduzione del danno recato all’istituzione parlamento con il taglio, contempla interventi di scarsa efficacia, e sconta tempi non brevi. Solo un tema di peso è immediatamente in agenda, intrecciandosi con la gestione della crisi: l’autonomia differenziata, con la legge-quadro del ministro Boccia tra i collegati alla legge di bilancio, su un binario ad alta velocità.… Continua a leggere...

Le troppe, confuse voci di governo e governatori

È mancato due volte, martedì, il numero legale alla Camera. Dato l’argomento ìn discussione – comunicazioni del ministro Speranza sul contenimento del virus – una vicenda non banale. Incidente di percorso, o fibrillazioni nella maggioranza? Vedremo.

Il voto amministrativo e i ballottaggi hanno rinsaldato Palazzo Chigi. Paradossalmente, la recrudescenza della crisi Covid aiuta, distogliendo l’attenzione dall’emergenza economica e sociale, che invece è già ora, e sarà, il vero punto focale. Le domande di fondo restano le stesse: quale progetto di paese? Chi decide, come e dove? Come si distribuiscono le risorse Ue?

A Bari, alla Fiera del Levante, il premier Conte ha sottolineato l’attenzione per il Mezzogiorno, affermando che “l’Italia intera può recuperare la visione e lo status di potenza economica e industriale del passato se si riparte soprattutto dalle regioni del Sud”.… Continua a leggere...

I sessanta miliardi scippati al Sud

C’è stato o no nel tempo uno scippo ai danni del Sud quantificabile in una minore destinazione di risorse pubbliche di circa 60 miliardi all’anno? Su Repubblica.it l’Osservatorio sui conti pubblici italiani (Cpi, a firma Galli e Gottardo) ha attaccato la Svimez e in specie il suo presidente Adriano Giannola per una affermazione in tal senso.

Non è la prima volta. Ricordiamo l’attacco di Zaia a Giannola in occasione del meeting Cl 2019 a Rimini. La Svimez è la bestia nera di chi negli anni ha accresciuto il divario Nord-Sud, agendo da un lato proprio sulla destinazione delle risorse pubbliche, e accreditando dall’altro la favola di un Sud sprecone, inefficiente, piagnone, male amministrato, inquinato da malaffare e criminalità organizzata.… Continua a leggere...

Perché il No darebbe una spinta alle riforme

Tre autorevoli voci della sinistra – Azzariti, Boccia, Ippolito – svolgono una riflessione sulla nostra democrazia sofferente. Percorrono vie da tempo ampiamente battute anche da me, con posizioni che condivido in larga misura. Salvo che per un silenzio omissivo. Nel referendum sul taglio del parlamento si vota Sì o No?

Un’omissione non da poco, posto che il referendum è un momento che chiama forzosamente alla scelta tra opzioni nette. Ancor più se è un referendum senza quorum, in cui non ci si sottrae alla scelta e dunque non è dato cancellare dalla propria analisi la valutazione dell’impatto di un esito positivo o al contrario negativo del voto popolare.… Continua a leggere...

Il No cresce. Niente baratto tra governo e Costituzione

Il No cresce, rapidamente. Aumentano le voci contrarie al ritaglio del parlamento, come quella di Roberto Saviano su La Stampa (del 10 settembre) con una intervista duramente critica. Si rafforza la sensazione che il referendum sia diventato contendibile. Secondo un’opinione, perché cresce a destra la convinzione chela vittoria del No – in specie se insieme a una sconfitta delle forze di maggioranza nel voto regionale e locale – sarebbe per il governo una spallata insostenibile.

Certo, si consolida nei soggetti politici la consapevolezza che il taglio dei parlamentari è una bandiera – populistica e demagogica – solo per il MSS, che infatti la difende con le unghie e con i denti.… Continua a leggere...

Il No a sinistra limpido e senza trappole

Con il sondaggio pubblicato dal Sole240re il 1 ° settembre i sonni di Zingaretti -già inquieti – si popolano di incubi, mentre la Direzione del partito si avvicina. La Toscana è sul filo del rasoio per il voto regionale, con il No addirittura al 52% nel referendum: 59% nel Pd, 76% Fi, 44% Fdl, 64% Lega. Solo M5S è monoliticamente per il sì (99%). Una tempesta perfetta potrebbe essere in arrivo. E qualcuno potrebbe malignare che la debolezza del Pd ha nome Zingaretti.

Capiamo dunque i toni e i contenuti della lettera di Zingaretti a Repubblica. Al segretario vogliamo dire che può essere vero, per quanto riguarda la destra, l’intento di usare il No, a prescindere dal merito, come “clava per colpire il Pd, la maggioranza e il governo stesso”.… Continua a leggere...

Il governo può fermare Musumeci. Perché ha deciso di non farlo?

Siamo allo scontro frontale su.i migranti tra il governatore della Sicilia Musumeci e il governo nazionale. A quanto leggiamo, palazzo Chigi ba di nuovo chiesto al giudice amministrativo di risolvere una questione tutta politica. Perché tale è l’uso strumentale dell’autonomia speciale siciliana nella dialettica maggioranza-opposizione, come grimaldello contro la coalizione di governo. Non è la prima volta che i governatori del centrodestra tirano la volata agli oppositori dell’esecutivo. magari con l’assist appena dissimulato di una quinta colonna come Bonaccini.

La domanda è: perché il ricorso al giudice amministrativo? Si ritiene inutilizzabile nella specie il potere sostitutivo di cui all’articolo 120 della Costituzione?… Continua a leggere...

No repubbliche marinare ma repubblichette

Capiamo bene che Toti vorrebbe tornare alle Repubbliche marinare – Genova ne fu espressione. Si rassegni. L’Italia delle repubblichette che emerge dalla sua intervista al Corriere della Sera (3 agosto), in cui attacca il governo e l’ordinanza sui treni, non ci può interessare.

Toti ci informa che: se il paese è ripartito, «è soprattutto merito delle Regioni che si sono prese le responsabilità di scrivere le linee guida»; non c’ è nessuna emergenza, e il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) si spiega perché deve «anche ribadire la sua esistenza in vita»; «il governo non ha cercato alcun dialogo alla faccia delle competenze e dell’autonomia.… Continua a leggere...

Regionalismo, il Sud si muova

Intervenendo nel primo incontro dell’osservatorio permanente sul regionalismo differenziato del Dipartimento di giurisprudenza dell’università Federico II, Luigi Di Maio ha aperto alla possibilità di un ripensamento, nel metodo e nel merito. Ne sono turbati il governatore del Veneto Luca Zaia e il suo clone ministeriale Erika Stefani, che lamenta il silenzio di Di Maio sull’osservatorio «di cui io sento parlare oggi per la prima volta … Dopo un anno di discussioni mi auguro che nessuno voglia rimangiarsi slealmente la parola e l’impegno, di cui il presidente Conte è garante».

Stefani proprio non capisce di essere la causa del problema, e non la soluzione.… Continua a leggere...

Autonomia, ora il Sud alzi il tiro

Le prese di posizione contrarie all’autonomia
differenziata si allargano a macchia d’olio. Il
governatore Emiliano parla di un “disegno fraudolento”
(Quotidiano del Sud, 25 luglio). De Luca ne denuncia i
pericoli per la scuola e la sanità, e attacca la spesa storica. Il
governatore Rossi richiama il rischio di “un processo
distruttivo tale da produrre la rottura definitiva dell’unità
del Paese sancita dalla Costituzione” (Il Tempo, 26 luglio).
Voci contrarie vengono anche da Marsilio, neo-eletto in
Abruzzo, dalla Calabria e dalla Basilicata. Zingaretti invece,
impastoiato dalla presenza di Bonaccini nella pattuglia
secessionista, continua nel voto di silenzio.
L’opposizione cresce, ma non basta.… Continua a leggere...

Il grande Nord separatista

La ministra Lezzi ci informa che la proposta di autonomia di Lombardia e Veneto è «impraticabile». Bene, anche se dobbiamo ricordarle che l’Emilia-Romagna segue quasi a ruota. Era ora che qualcuno nel governo abbandonasse il mantra “è nel contratto”, dicendo senza mezzi termini che un punto non si può realizzare, o almeno non si può realizzare nel modo proposto perché le pretese delle regioni sono irricevibili. Anche il sottosegretario Buffagni ha battuto un colpo, definendo le richieste di alcune Regioni «spropositate e anche illogiche», e affermando in specie che quelle del Veneto sono «sovradimensionate rispetto alla realtà e alla fattibilità». A lui – lombardo – ricordiamo che le richieste della regione in cui è eletto sono in larga misura sovrapponibili rispetto a quelle venete, in specie su punti cruciali come le risorse, la scuola, le infrastrutture.… Continua a leggere...

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