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Categoria Il Manifesto

Se il miglior interprete dei diritti non è la Corte ma il papa

È davvero uno scherzo della storia leggere nello stesso giorno di Papa Francesco e della Corte costituzionale. Il Papa apre alle coppie gay, e chiede una legge sulle unioni civili. Non sembra dubbio che, senza toccare il sacramento del matrimonio, dalle sue parole derivi un riconoscimento con pienezza di diritti, inclusa la filiazione. Mentre la Corte quei diritti li amputa.

Il fatto. A una coppia di donne, unita civilmente, nasce in Italia un figlio a seguito di fecondazione eterologa all’estero. La registrazione allo stato civile viene rifiutata. Nel giudizio conseguente viene sollevata dal Tribunale di Venezia una questione di legittimità costituzionale della legge sulle unioni civili e del decreto sugli atti dello stato civile.… Continua a leggere...

I luoghi camuni sul Sud palla al piede e mangiasoldi

La crisi sanitaria si intreccia con l’economia, la politica e le istituzioni. L’attenzione è tutta sui conti quotidiani del contagio, ed è comprensibile. Ma altre vicende in atto, oggi in parte oscurate dal fracasso mediatico, peseranno sul paese anche dopo la pandemia.

Il 2 ottobre Galli e Gottardo, economisti della Cattolica e dell’Osservatorio per i conti pubblici italiani (Ocpi), attaccano il Mezzogiorno con un saggio che ho già citato su queste pagine. La tesi di fondo è che la spesa pubblica ha favorito e favorisce il Sud, ma non ne ha risollevato né può risollevarne le sorti, perché il Sud non riesce a beneficiarne per la debolezza delle istituzioni (in ipotesi, inefficienti, clientelari e quant’altro).… Continua a leggere...

A tutta velocità verso l’autonomia differenziata

La recrudescenza Covid domina la politica e l’informazione, focalizzando l’attenzione sulle cifre della crisi sanitaria e sugli interventi per contenere il contagio. Finirà, speriamo presto. Ma intanto passano in secondo piano questioni urgenti, e destinate a produrre effetti duraturi, o persino permanenti. Fra queste, i temi delle riforme istituzionali.

 Per una parte, e salvo pulsioni di presidenzialismo o di sindaco d’Italia, o di una ennesima “grande” riforma, si tratta di una strategia che non va oltre la riduzione del danno recato all’istituzione parlamento con il taglio, contempla interventi di scarsa efficacia, e sconta tempi non brevi. Solo un tema di peso è immediatamente in agenda, intrecciandosi con la gestione della crisi: l’autonomia differenziata, con la legge-quadro del ministro Boccia tra i collegati alla legge di bilancio, su un binario ad alta velocità.… Continua a leggere...

Le troppe, confuse voci di governo e governatori

È mancato due volte, martedì, il numero legale alla Camera. Dato l’argomento ìn discussione – comunicazioni del ministro Speranza sul contenimento del virus – una vicenda non banale. Incidente di percorso, o fibrillazioni nella maggioranza? Vedremo.

Il voto amministrativo e i ballottaggi hanno rinsaldato Palazzo Chigi. Paradossalmente, la recrudescenza della crisi Covid aiuta, distogliendo l’attenzione dall’emergenza economica e sociale, che invece è già ora, e sarà, il vero punto focale. Le domande di fondo restano le stesse: quale progetto di paese? Chi decide, come e dove? Come si distribuiscono le risorse Ue?

A Bari, alla Fiera del Levante, il premier Conte ha sottolineato l’attenzione per il Mezzogiorno, affermando che “l’Italia intera può recuperare la visione e lo status di potenza economica e industriale del passato se si riparte soprattutto dalle regioni del Sud”.… Continua a leggere...

Perché il No darebbe una spinta alle riforme

Tre autorevoli voci della sinistra – Azzariti, Boccia, Ippolito – svolgono una riflessione sulla nostra democrazia sofferente. Percorrono vie da tempo ampiamente battute anche da me, con posizioni che condivido in larga misura. Salvo che per un silenzio omissivo. Nel referendum sul taglio del parlamento si vota Sì o No?

Un’omissione non da poco, posto che il referendum è un momento che chiama forzosamente alla scelta tra opzioni nette. Ancor più se è un referendum senza quorum, in cui non ci si sottrae alla scelta e dunque non è dato cancellare dalla propria analisi la valutazione dell’impatto di un esito positivo o al contrario negativo del voto popolare.… Continua a leggere...

Il No cresce. Niente baratto tra governo e Costituzione

Il No cresce, rapidamente. Aumentano le voci contrarie al ritaglio del parlamento, come quella di Roberto Saviano su La Stampa (del 10 settembre) con una intervista duramente critica. Si rafforza la sensazione che il referendum sia diventato contendibile. Secondo un’opinione, perché cresce a destra la convinzione chela vittoria del No – in specie se insieme a una sconfitta delle forze di maggioranza nel voto regionale e locale – sarebbe per il governo una spallata insostenibile.

Certo, si consolida nei soggetti politici la consapevolezza che il taglio dei parlamentari è una bandiera – populistica e demagogica – solo per il MSS, che infatti la difende con le unghie e con i denti.… Continua a leggere...

Il No a sinistra limpido e senza trappole

Con il sondaggio pubblicato dal Sole240re il 1 ° settembre i sonni di Zingaretti -già inquieti – si popolano di incubi, mentre la Direzione del partito si avvicina. La Toscana è sul filo del rasoio per il voto regionale, con il No addirittura al 52% nel referendum: 59% nel Pd, 76% Fi, 44% Fdl, 64% Lega. Solo M5S è monoliticamente per il sì (99%). Una tempesta perfetta potrebbe essere in arrivo. E qualcuno potrebbe malignare che la debolezza del Pd ha nome Zingaretti.

Capiamo dunque i toni e i contenuti della lettera di Zingaretti a Repubblica. Al segretario vogliamo dire che può essere vero, per quanto riguarda la destra, l’intento di usare il No, a prescindere dal merito, come “clava per colpire il Pd, la maggioranza e il governo stesso”.… Continua a leggere...

Il governo può fermare Musumeci. Perché ha deciso di non farlo?

Siamo allo scontro frontale su.i migranti tra il governatore della Sicilia Musumeci e il governo nazionale. A quanto leggiamo, palazzo Chigi ba di nuovo chiesto al giudice amministrativo di risolvere una questione tutta politica. Perché tale è l’uso strumentale dell’autonomia speciale siciliana nella dialettica maggioranza-opposizione, come grimaldello contro la coalizione di governo. Non è la prima volta che i governatori del centrodestra tirano la volata agli oppositori dell’esecutivo. magari con l’assist appena dissimulato di una quinta colonna come Bonaccini.

La domanda è: perché il ricorso al giudice amministrativo? Si ritiene inutilizzabile nella specie il potere sostitutivo di cui all’articolo 120 della Costituzione?… Continua a leggere...

No repubbliche marinare ma repubblichette

Capiamo bene che Toti vorrebbe tornare alle Repubbliche marinare – Genova ne fu espressione. Si rassegni. L’Italia delle repubblichette che emerge dalla sua intervista al Corriere della Sera (3 agosto), in cui attacca il governo e l’ordinanza sui treni, non ci può interessare.

Toti ci informa che: se il paese è ripartito, «è soprattutto merito delle Regioni che si sono prese le responsabilità di scrivere le linee guida»; non c’ è nessuna emergenza, e il parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) si spiega perché deve «anche ribadire la sua esistenza in vita»; «il governo non ha cercato alcun dialogo alla faccia delle competenze e dell’autonomia.… Continua a leggere...

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